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BOSCO

 

Bosco PE Baraccus visto da Daniela

 

…..Tanto lo sapevo che finiva così.... Da quel fatidico 8 marzo, quando entrai nel camper di Gaia e Marco per vedere i bambini di Rory, mi innamorai di quei topini fulvi che si spintonavano per raggiungere le mammelle di mamma'. E gara dopo gara, quando Gaia con “crudele” finta indifferenza metteva i cuccioli nel recinto, il mio sguardo era calamitato da quelle piccole, strillanti pesti, che saltavano come molle per avere attenzione, cibo, coccole. L'errore fatale fu quello di prenderli in braccio: volevo una femmina, e l'avevo programmata fra un paio di anni, visto che a causa del mio lavoro non posso occuparmi di un cucciolo; ma... guarda caso, i due bimbi che saltellavano come grilli appena mi avvicinavo erano 2 maschietti: un certo Thomas e Bosco. E io, tonta, li prendevo amorevolmente in braccio, finendo così nella trappola che la famiglia Vancini-Bernini mi tendeva. Il crollo del mio personale “muro di Berlino” avvenne a Genova, al raduno del border collie: i soliti 2 maschietti si esibivano in salti in perfetta verticale, raggiungendo altezze notevoli, fino oltre il bordo del recinto, e li presi in braccio come sempre. Gaia e Marco, questa volta senza più remore, esplosero in “ma deciditi a prenderne uno, sono gli ultimi!” e io “mah...veramente volevo la femmina...”; debole protesta, tanto fiacca che una vocetta dentro di me mi rimproverò “ma chi vuoi prendere in giro??? Da tanto desideri un pinscher, e buttati!”.

Così da quel giorno nella nostra già nutrita tribu' è entrato il ciclone Bosco P.E. Baraccus.

P.E. sta per “Pessimo Elemento”, e per qualche ora fui scandalizzata da questo appellativo, il cucciolino era così tenero che proprio non ce lo vedevo nella veste di Pessimo Elemento.

Durante il viaggio di ritorno a casa Bosco abbaiò ripetutamente dal suo trasportino in fondo al camper, ma c'era da capirlo, povero cocco: tolto dalle amorevoli cure di mamma Rory, dai fratellini, dai bipedi di riferimento.... Sapevo che non lo avrebbe fatto più, era solo questione di tempo. E infatti nei viaggi successivi si è calmato e questo aspetto è sistemato.

Arrivato a casa, prese possesso del suo nuovo habitat con una certa disinvoltura, guardato a vista dai 4 “neo-fratelli”: dopo i doverosi rituali di annusamento, i mugugni e ringhietti in tonalità diverse, le posizioni delle code e del corpo con cui si espressero, i nostri cani decisero all'unanimità di “assumerlo in prova”. I due giorni successivi furono dedicati all'educazione: Ada, la bastardina piccola come un jack russel ma con l'animo del pitbull, gli insegnò mooooolto delicatamente (denti scoperti, latrati furiosi e finto morso sul collo) che non si mette il muso nelle ciotole del cibo altrui.  Morino, altro bastardino di 12 anni, che oramai cominciava ad avere le palle piene di new enries in famiglia, fu più tollerante riguardo ai tentativi di furto del cibo ma si oppose fermamente con tanto di ringhi e denti scoperti ad essere usato come tappetino su cui fare capriole e arrotamento di denti. Nasti, la vecchia breton (mi sento tanto Battiato...) gli fece capire che voleva assolutamente ed inderogabilmente stare da sola, quindi niente annusamenti, approcci per giocare, avvicinamenti alla ciotola. Nicht, nada, niet! Danko, il border collie, penultimo entrato a far parte della famiglia, fresco di esperienza di inserimento nella tribù, commise l'errore di comprenderlo e solidarizzare con lui: da quel giorno Danko è diventato il mito di Bosco, il suo eroe, il riferimento; in poche parole, la Zecca di questo povero border!! Infatti è sempre appeso alle sue labbra (proprio in senso letterale!), gli si acciambella accanto, lo segue ovunque.

Ma non devo dimenticare Sally, la gatta soriana di 6 anni: perfettamente integrata nel clan canino e smaliziata al punto di capirne le mosse e prevederle, decise che con questo cosino c'era da divertirsi. Appena Bosco la vide fu colto da un raptus di gioia: salti, culo ritto in richiesta di gioco, mugolii e piroette, cercò di avvicinarla in ogni modo di cui era capace: lei, serafica e malignetta, da sotto la sedia lo guardava e ogni tanto allungava una zampa per dargli una piccola graffiata. Ma di fronte ai “cai” del nuovo amico mollò, uscì dal fortino-sedia e si mise a giocarci: a nascondino, a ora-ti-inseguo-io poi-tu, a fare capriole avvinghiati come lottatori.

Ho detto prima che “per qualche ora” rimasi scandalizzata dall'appellativo di Pessimo Elemento. Colgo qui l'occasione per presentare a Gaia il conto dei danni fatti da questo doooolce cagnolino:

-                    1 golf di cachemere e seta, ridotto ad una fetta di groviera: valore 120 euro

-                    1 paio di pantaloni nuovi di zecca e comodi come un pigiama: 60 euro

-                    1 paio di scarpe di gomma verdi (ritrovate a pezzetti nella cacca): 25 euro

-                    8 libri, trovati mangiati e coperti di escrementi (evidentemente non gradiva il genere letterario):  200 euro

-                    2 paia di ciabatte di paolo, ridotte ad un patchwork nella  cacca del cucciolo

-                    2 cuscini: 20 euro

-                    1 paio di lenzuola fatte a strisce a mo' di tentativo di evasione: 80 euro

-                    1 sacco di mangime intestinal, trovato vomitato e cagato in ogni stanza della casa

-                    varie ed eventuali

Dopo avere trasformato la casa in una cassaforte, con tanto di cancelli a protezione di ogni oggetto, l'equilibrio è stato raggiunto!

Ma, danni a parte, comunque messi in conto anche grazie all'esperienza vissuta con i precedenti amici pelosi, Bosco è stato sempre una creatura speciale: affettuoso, dolce, simpatico oltre ogni limite; si è conquistato il nostro affetto giorno dopo giorno, con i suoi modi giocosi  e con il suo entusiasmo. E' un cane pieno di vita, mette passione in ogni suo gesto. Quando ci guarda inclinando la testa o stando su tre zampe, sembra invitarci a comunicare, a dirgli cosa vogliamo da lui. E si fa capire benissimo qualunque cosa voglia!

Ci fa ridere come matti quando corre, quando salta come una molla per zomparci in braccio o per accoglierci al nostro ritorno. Con le sue enormi orecchie, ogni giorno messe in posizione diversa, ci comunica i suoi stati d'animo. E poi sembra sempre ridere con quei suoi dentini bianchi che spuntano dalle labbra.

Poi è bellissimo, il più bel cane del pianeta. Perfino Paolo, estimatore dei cani di taglia medio-grande, se lo coccola dicendogli quanto è bello e buffo.

Dimenticavo: naturalmente dorme sotto le coperte, rannicchiato fra le nostre cicce.

E che dire dell'agility?... gli piace da matti, è sfegatato quanto Danko. E' intelligentissimo e in poco tempo ha imparato quasi tutto ciò che gli si può insegnare vista la tenera età. Sono certa che Paolo avrà con lui un sacco di soddisfazioni, ci andrà ai mondiali, agli interplanetari!

Quando guardiamo i nostri 5 cani ci sentiamo genitori orgogliosi. Non ci stanchiamo di osservarli quando giocano (Bosco e Ada si producono spessissimo in rotolamenti, ringhi, morsi giocosi, corse sfrenate), quando si riposano acciambellati vicini l'uno all'altro, con tanto di gatta  nel branco. Siamo felici di come si sono integrati fra loro, dei loro caratteri, di come li abbiamo educati e anche – perchè no – viziati.

Ebbene, Bosco ci ha adottati, ed è riuscito a far dire ad entrambi (io lo pensavo già, veramente) PINSCHER FOREVER!!!

Daniela

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